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Maria Teresa

mt e pulce Amo definirmi una ricercatrice, o forse meglio dire un pellegrino nel viaggio di ritorno “a casa”, la bellezza della vita è la lanterna che illumina la strada del mio cuore.
Il desiderio di vivere il fascino di una relazione nei regni dell’empatia mi ha portato ad incontrare uno splendido “essere” ricco di un mondo pieno di parole senza parole. Il soffio del vento, elegantemente presente nella sua potente leggerezza  osa incantare e parlare al cuore.  Ibis 01 small
Ibis 02 small Maurizio ha scritto di lui: "...insegnano, si , tu lo senti. .. il tuo amico tenero affusolato elegante curvato di desideri risolti è l'emblema della regalità .. sogno incarnato; l'annusare suo è di richiamo per gelsomini cosmici........"

 
Ibis, una vita d'arte 



La mia ricerca è iniziata da bambina, preferisco raccontarmi con le parole di persone care 10 - desert rose n. 2 17 - le arti luglio 2010

 

 “..Teresa indubbiamente non è una persona facile da decodificare e il suo mondo spesso spaventa perché viene percepito come troppo lontano dalla realtà di tutti giorni…quel mondo sembra suo ma inaccessibile agli altri.  Ma non è così Teresa è ognuno di noi…e se lei, umana come noi,  è riuscita ad andare altrove e a fare della propria vita non una prigione ma un percorso di luce allora questo è un invito per tutti.
Teresa nella sua infinita disponibilità è aperta al mondo perché sa ascoltare con il cuore e andare oltre, indipendentemente dai linguaggi e dagli schemi…semplicemente accoglie. ..”
     Alessandra Posenato

 

“La tua struttura è stellare, la tua zona del cuore è molto ampia, il tuo rischio è la solitudine, è il prezzo della stellarità, una solitudine che deve diventare d’oro. Si capisce che sei sciamana; o voli o sei bloccata, non puoi permetterti di camminare a terra. Con le tue ali ti poni al mondo; con un’ala reggi e crei il tuo futuro, con l’altra sciogli e ricrei aspetti sociali.  Il tuo sguardo d’aquila è acuto, quello che non riesci ad armonizzare ti ferisce, in ogni caso non ti abbattono, non sei un’aquila che deve cadere.
Rispetto alle persone comuni, che vivono secondo schemi pratici e funzionali, Maria Teresa inverte o meglio annulla la logica costruita su coordinate spaziali e temporali e vive il qui e ora senza  dimensione. Nei suoi quadri non è la realtà a parlare, a parlare sono le geometrie e il colore in una corrispondenza, oserei dire, di amorosi sensi in cui nulla prevale sull’altro ma fluiscono dando origine al disegno supremo, che non è soggetto ma essenza in movimento.  Mira a va diritta al centro del cuore e delle cose, apre le ali per il volo portando con sé tutti quelli che l’avvicinano. Ha con sé la forza della templarità che scioglie la realtà in un nuovo essere, la forza di testimoniare la costruzione di nuovi leggi etiche, … quelle dello Spirito.
Nei quadri di Maria Teresa non c’è un punto di luce atmosferico che porta alla visione della tridimensionalità e quindi alla percezione della realtà, ma ci sono un’infinità di riflessi di luce, come il tempo che non è possibile raggruppare in una situazione di dominio, lei è riuscita a capire che lavorando su geometrie particolari si crea un incantesimo, nei suoi quadri si crea questo.
La stessa cosa per lei accade con la danza; un fluire di movimenti che esaltano un disegno e non i singoli ballerini che sono solo strumento e non soggetto principale.
Tutti noi, poi, quando viviamo un’esperienza tendiamo a ricordare luoghi e tempi, quello che Maria Teresa invece registra come ricordo sono solo dati emotivi, non esiste altro se non questo. Agli occhi della società di oggi questo sembrerebbe quasi un non esserci; si dice infatti “io c’ero perché ero là, in quel luogo vicino a quell’albero, in quel determinato paese…” queste sono le testimonianze del vissuto. Per lei il vissuto non è questo perché la sua decodifica non è geografica è solo emozionale; questo non avere barriere e legami con la spazialità le permette di vedere oltre e sentire, luoghi e persone in modo vero ed intimo. Questo è il modo d’essere più vero perché originario.”

     Maurizio Zanolli


Il viaggio di un'anima

 

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Le aquile sono padrone dei cieli.
La medicina dell’aquila è il potere del Grande Spirito.
Essa è lo spirito della tenacia, del coraggio, e della rinascita spirituale.