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Galleria d'Arte


Viaggio nelle stanze dell'io, alla ricerca della stanza del re.


 

2012

Opere di Maria Teresa

"L’arte ha la potenza di mostrarti chiaramente cosa c’è nel tuo cuore. Gli ultimi quadri realizzati mi hanno fatto capire che sono proiettata totalmente in un’altra dimensione."

Con  queste parole il mio amico Maurizio ha letto il mio quadro intitolato “gli amanti”:  “Evocano l’amore di un altro tempo e dimensione. Il tuo essere drago con la nuova disciplina della pazienza si veste da sposa per il matrimonio di un  altro cosmo. Una malinconia che evoca un eros molto intimo, di una lontananza di profondità interiore. Sicuramente  rappresentano l’amore e la vita di un’altra dimensione.

 
 “Dicono che la mia energia traspare dalle immagini che metto in forma: un guerriero per metà samurai e per metà templare, di sicuro appartenente ad un “cavalierato”, ritornato su questa terra per combattere la battaglia dell’oggi. La forza e la potenza sono nella dolcezza, dell’accoglienza e dell’ascolto.
Nella creazione del mio penultimo quadro, sono stata sopraffatta dallo stupore di vedere formare una figura non progettata, ma del tutto autonoma, la sua forte presenza mi ha invaso mettendo in collisione i miei due emisferi, mi è stato detto che probabilmente l’ho realizzato quando ero in astrale.  La vista della figura mi allontanava dall’immagine dell’arcangelo M. mi rimanda ad un grande condottiero delle galassie più vicino alla realtà umana e questo mi ha stupito. Nella meditazione ne ho capito il senso ho visto un’immagine dell’arcangelo lontana, luce pura ma inavvicinabile  e il condottiero ne era una emanazione, che poteva toccare più da vicino e concretamente l’umano.



E’ stata una grande emozione veder nascere a poco a poco questo quadro…tante volte avevo osservato Maria Teresa dipingere, ma mai come questa volta ci ha mostrato cosa significa ascoltare, rispettare, formare…
Un giorno mentre la osservavamo mi ricordo che Silvia se ne era uscita dicendo: “ Beh sai potresti fare un seminario così: tu dipingi e noi ti guardiamo…”
Si muoveva leggera, ascoltando e poi con delicata e amorevole consapevolezza faceva danzare il pennello sulla tela… spesso erano piccoli tocchi, che donavano una nuova magia, un nuovo incanto…
In certi istanti l’emozione era talmente forte che sembrava quasi stesse pregando…il pennello danzava sulla tela e piano a piano apriva il cuore ad un nuovo sentire…
“ un concerto” questa la prima parola dentro di me, quando l’ho visto per la prima volta ancora non ultimato, ma già magicamente promettente…non nascondo che mi sono commossa e ancora adesso mi accade, perché dipingere e danzare mi ha insegnato che il nostro corpo ricorda e custodisce amorevolmente tutte quelle emozioni che appartengono al cuore e che ci ricordano che la vita è magia del sentire…
i fior di loto con le loro forme tonde ed accoglienti come un grembo materno, le foglie ampie, come ventagli, pronte a svelare antichi racconti….
un’orchestra che dà forma alla musica magica della vita…ogni foglia con i suoi colori partecipa alla grandezza dell’opera e diventa indispensabile nel posto che occupa e nella forma che ha preso…che magia…
    Alessandra Marcolini
 
Le aquile sono padrone dei cieli.
La medicina dell’aquila è il potere del Grande Spirito.
Essa è lo spirito della tenacia, del coraggio, e della rinascita spirituale.
C’è una vecchia leggenda sulla lunga vista dell’aquila. Si narra che l’aquila vive fino a 70 anni, ma perché ciò accada, quando ne ha 40, deve prendere una decisione seria, difficile e molto dolorosa. A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre, il suo becco è allungato ed appuntito, si incurva.
Le ali invecchiate ed appesantite dalle penne assai ingrossate, puntano contro il petto,
Per lei volare ora è difficile. Ora l’aquila ha solo due alternative o si lascia morire o affronta un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni.
Volerà allora in cima ad una montagna, si ritirerà su un nido inaccessibile, addossato ad una parete rocciosa, un luogo da cui potrà fare ritorno con un volo pieno e sicuro.
Trovato questo luogo l’aquila comincerà a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio il dolore di tale operazione.
Passate alcune settimane ricrescerà il nuovo becco. Con questo, strapperà uno ad uno incurante del dolore i vecchi artigli. Quando ricresceranno i nuovi artigli con questi e il becco, strapperà dal suo corpo tutte le penne ad una ad una.
Quando rinasceranno le penne essa, nuova aquila rinata, si lancerà sicura nel volo di rinnovamento e ricomincerà a vivere per altri trenta anni.

 

 

Navigare nell’interiorità è un viaggio affascinante; scoprire nuovi paesaggi e nuovi orizzonti può essere meraviglioso e commovente, ma quanta fatica!
Il mare spesso è in burrasca e la tempesta ti coglie impreparato… il cielo diventa scuro, le onde sempre più alte e le raffiche di vento improvvise  e taglienti.
Ci si sente spaesati, si guarda l’orizzonte con la speranza di avvistare qualche imbarcazione, si cerca di intravvedere la costa.
Il coraggio può venir meno ma ad un tratto ci si rende conto che là, lontano, quasi come un miraggio,  la luce di un faro squarcia il buio della tempesta. Il cuore grida di gioia, la commozione riga le guance di lacrime… una guida sicura permette alla prua di puntare nella giusta direzione. Quella luce consente al navigante di proseguire il viaggio verso la sua consapevolezza, che è onestà e verità del vivere.
Quella luce che tante volte ha mandato in pezzi anche la più banale e statica quotidianità si chiama creatività. Il mio faro, la mia lanterna.. i veli cadono… paesaggi lontani, natura incontaminata forme in cui perdersi… oh si, la tempesta ora è lontana e posso addentrarmi senza paura di giudizio nelle stanze del mio io… in silenzio… e scopro mondi incantati di cui non conoscevo l’esistenza; mi catturano e mi fanno trepidare: vedo la mia essenza, la mia anima ora può gioire … non siamo mai state così tanto vicine.
Un viaggio, la tempesta, la luce e la mia anima; frammenti di vita qui riuniti per essere condivisi, insieme!
    Alessandra Posenato


Cortona 2006

Condino 2009

Yoga-nidra 2010

Natale 2011

Opere degli allievi e momenti di lavoro

Le aquile sono padrone dei cieli.

La medicina dell’aquila è il potere del Grande Spirito.

Essa è lo spirito della tenacia, del coraggio, e della rinascita spirituale.

C’è una vecchia leggenda sulla lunga vista dell’aquila. Si narra che l’aquila vive fino a 70 anni, ma perché ciò accada, quando ne ha 40, deve prendere una decisione seria, difficile e molto dolorosa. A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre, il suo becco è allungato ed appuntito, si incurva.

Le ali invecchiate ed appesantite dalle penne assai ingrossate, puntano contro il petto,

Per lei volare ora è difficile. Ora l’aquila ha solo due alternative o si lascia morire o affronta un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni.

Volerà allora in cima ad una montagna, si ritirerà su un nido inaccessibile, addossato ad una parete rocciosa, un luogo da cui potrà fare ritorno con un volo pieno e sicuro.

Trovato questo luogo l’aquila comincerà a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio il dolore di tale operazione.

Passate alcune settimane ricrescerà il nuovo becco. Con questo, strapperà uno ad uno incurante del dolore i vecchi artigli. Quando ricresceranno i nuovi artigli con questi e il becco, strapperà dal suo corpo tutte le penne ad una ad una.

Quando rinasceranno le penne essa, nuova aquila rinata, si lancerà sicura nel volo di rinnovamento e ricomincerà a vivere per altri trenta anni.