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ARGOMENTO: Un viaggio nel sentire .....

Un viaggio nel sentire ..... 5 Anni 9 Mesi fa #38

“Posso?…”
un edificio
una scuola
quattro mura, un’aula.
Il suono di una campana:
prima ora di lezione!
“Scrivete:
in questa trasformazione
si verifica…”
“Scusi Professore…
posso farle una domanda?”
“Avanti sentiamo”
“Ma la vita … cos’ è?”
Silenzio
“Questo non rientra nel programma.”
Nessuno riesce ad insegnarti che per placare l’anima bisogna conoscerla, capirla e saperla apprezzare, arare come una terra fertile, è una terra fertile ma pronta a trasformarsi in un groviglio di rovi se dimenticata ed abbandonata.

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Un viaggio nel sentire ..... 5 Anni 8 Mesi fa #39

Cos'e la vita?
Nessuno te lo insegna, io stessa non lo insegno ai miei studenti!
Lo sto' capendo attraverso questo bellissimo cammino che ho intrapreso, attraverso le esperienze, le prove a cui sono sottoposta, attraverso il dolore che mi sta' toccando cosi' da vicino con mio padre...
L'ho sentito questo dolore, e' la prima volta che si affaccia nella mia vita la sofferenza di una persona cara, e' una grande prova per farmi accettare la malattia, per farmi capire che nessuno e' invincibile, che abbiamo un corpo perfetto e non ce ne preoccupiamo, lo trascuriamo, non lo sentiamo, non lo alleniamo, non lo alimentiamo in modo corretto, per farmi capire che non ci curiamo del nostro spirito, ci dimentichiamo della nostra anima, non siamo piu' in contatto con essa.
A mio padre e' stata offerta l'opportunità di vivere una vita diversa, una vita di relazione, una vita vera, che forse lui non cogliera' e nello stesso tempo a me' viene data l'opportunita'di avere con lui un rapporto vero, una relazione autentica che non c'e mai stata e tutto questo e' stupendo, la cosa meravigliosa e' che riesco a cogliere la bellezza pur in un momento che inizialmente sembrava cosi' buio e triste...
Gia' proprio a cogliere la bellezza, l'armonia della vita, esercitandosi attraverso l'arte, la pittura, la danza, questo mi sta' insegnando M.Teresa in questo mio viaggio particolare.
Ho letto il suo libro, e' bellissimo, emozionante, invidio la sua forza, il suo coraggio di fare delle scelte, di buttarsi, di emozionarsi, di sperimentare, provare, sentire la vita, coglierla in ogni attimo nella sua bellezza. Vorrei essere lei, mi rivedo un po' in certi suoi racconti, io fin da bambina sempre in ricerca, sempre insoddisfatta, per colmare quel vuoto interiore, una persona difficile da gestire per tutti. Quando ero piccola ricorda mia mamma, avevo gli occhi che brillavano, vivi, lucenti, poi improvvisamente si sono spenti, non ho piu' voluto dare n'è ricevere affetto, baci dai miei genitori, e' iniziata la mia chiusura dal mondo, dalla vita. Vorrei tanto che gli splendidi occhietti dei miei bimbi non smettessero mai di brillare, di sorridere, di emozionarsi come ora.
Anto.
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Un viaggio nel sentire ..... 5 Anni 8 Mesi fa #43

Evocativo …questa la prima parola che sento passare in me leggendo il libro di Maria Teresa…
Sento il fluire delle parole….una danza che mi racconta di una vita trascorsa cercando il proprio essere…accade così che la traccia dorata dell’emozione depositata nelle parole, inizi a creare immagini di cui inizialmente sono spettatore meravigliato…ma il soffio che le attraversa va oltre, tocca l’anima mia addormentata, la ridesta per poter ascoltare un messaggio importante…parla proprio di te anima mia…di come posso incontrati, sentirti, darti voce…una voce che avrà in sé il suono caldo e morbido di un’emozione d’amore…timida e incerta all’inizio, come l’aprirsi delicato di una nuova gemma, si trasforma velocemente in un fuoco dirompente che un corpo non è in grado di contenere, perché conosce solo una possibilità l’espansione gioiosa …la possibilità del dono…
Mi ritrovo tra le righe, a scuola mentre interrogavo la mia profe di filosofia perché non riuscivo a darmi pace di come tutti quei filosofi non fossero mai riusciti a chiudere il cerchio… “perché tutto è sempre rivisto cambiato contraddetto…possibile che non c’è un luogo in cui l’uomo possa trovare pace ed una verità che placa l’anima…”
“Filosofia è ricerca …è amore della sapienza e in quanto tale porta a continue revisioni, rovesciamenti…” mi rispondeva, ma in realtà non mi placava era la stessa risposta che mi dava la vita in quegli anni: amiche che per un po’ ti cercavano, poi eri troppo strana …nel contatto con gli altri cercavo un sentire che mi emozionasse, ma alla fine sorridevano e mi guardavano come fossi un marziano…le prime delusioni nelle amicizie e in amore…la chiusura dentro me stessa, il gettarmi per rivalsa sui libri…per diventare sempre più distante da tutti …ma soprattutto da me, da quel sentire così intenso e forte che dava troppo dolore…
per anni ho cercato sui libri di filosofia, di psicologia una risposta…ma non era lì …quando negli anni dell’università io e Luca parlavamo degli argomenti che stavo studiando perdevamo ore e ore in discussioni senza fine, puntualmente lui mi rispondeva “ ale non c’è fine al pensiero…non c’è possibilità lì…si tratta di vivere semplicemente e non pensare..” mi accorgo ora, quanta saggezza ci fosse nelle sue parole …filosofia è ginnastica mentale …ma la mente è come una retta: infiniti punti puoi attaccarle per allungarla, infiniti pensieri si attaccano gli uni agli altri per portarti a perder tempo e lasciar scivolare su di te la vita….e quale traccia lasciano in te: ansia, preoccupazione, tristezza …perché la mente non vuole la pace dell’anima, vuole un palcoscenico per un ego che possa essere sempre il protagonista…
Così finita l’università faccio richiesta per andare ad insegnare…non ricevo risposte, ma inaspettatamente supero la selezione per andare a lavorare in aeroporto…la vita è buffa, ma anche meravigliosa perché ti mette sempre nelle situazioni adeguate per poter crescere: io così piena di me, così saccente mi sono ritrovata a fare un lavoro in cui sono pressochè un numero, devo dare un servizio agli altri, devo eseguire ordini che nemmeno mi è richiesto di condividere…solo eseguire…annullamento nell’esecuzione di un servizio agli altri…proprio la palestra giusta…!!!!
Ma ancora non volevo ascoltare…non vedevo o meglio non volevo vedere…ho odiato quel lavoro…molto spesso l’ho fatto mal volentieri, non avendo la minima considerazione per le persone che incontravo…
Poi improvvisamente mi sono ritrovata tra le braccia un esserino di 50cm, con due occhi grandi, con in sé la luce d’argento della luna…con lui si è aperto un sentire fortissimo …profondo che tuttavia non sapevo gestire, perché ero ancora ferma ai miei 16 anni senza risposte …ero una madre pressochè adolescente nonostante i miei 28 anni…
Folle di parenti che ti davano le dritte su come interpretare il pianto del tuo bambino e in te la rabbia di non riuscire a decodificarlo…non sapere perché piangeva perché provava fastidio…senso di frustrazione perché ti senti non all’altezza del compito…scuse per un ego che non accetta di mettersi da parte e lasciar spazio all’ascolto…perché alla fine un figlio ti chiede solo questo, ancora adesso mi rendo conto che spesso si placano solo quando li ascolti e spesso non è importante il messaggio delle parole, ma la presenza emotiva e di dedizione con cui sono pronunciate…ancora una volta il suono che crea…
Mentre Nicolò cresceva, mi rendevo sempre più conto che c’era qualcosa che non tornava…i parametri del buon senso delle generazioni precedenti non aiutavano…non mi aiutavano a gestirlo …sempre più mi sentivo inadatta…ma in realtà non volevo ascoltare non mi ascoltavo, come potevo ascoltare l’altro?
un periodo di buio della mia vita che è trascorso senza che potessi cogliere in quel momento la bellezza di quel disegno che si stava creando: mio figlio con la sua ingestibilità mi ha regalato la via del disegno…lo ringrazierò per sempre, perché con lui, grazie all’amore per lui ho accettato di crescere …e crescendo sto imparando ad amare …ad aprire le braccia grandi grandi, come fossero i rami di quella grande quercia, che abbraccia e dà sollievo al viandante stanco appena giunto nella luminosa radura oltre il bosco intricato e buio….
immagino così, nei giorni dei nostri litigi, che la vita mi doni sempre più la forza di andare oltre la nostra rabbia e immaginarci in quella radura mentre abbracciandoci le nostre anime si toccano…solo nella magia di questa immagine la mia paura, la mia preoccupazione si sciolgono, come gocce di rugiada, al sole di una bellezza che ha in sé l’amorevole danza della vita….
E’ successo così che un giorno andando a cercare un regalo per mia sorella, sono tornata non so come con il numero di telefono di Maria Teresa…
Ricordo ancora la prima volta che sono entrata all’atelier…ho fatto un respiro che aveva in sé il sollievo che prova il viandante che torna a casa…e ho iniziato a camminare…ad accettare il silenzio, l’ascolto…perché se non ti ascolti, soffochi la tua voce e non potrai che fare ugualmente nel relazionarti agli altri…
Il disegno…la potenza del colore che ti insegna che il buio rende la luce ancora più forte …il disegno che ti dà la forza di vederti per quello che sei: tanto buio altrettanta luce…nel tuo buio trovi la possibilità della tua luce…entrambe sono necessarie e come nella trama di un quadro, trovano il loro fluire armonico …
La necessità dell’esperienza di sé per crescere ….
se non vedi e senti il dolore che puoi provocare con le tue parole e i tuoi gesti, quando diventano lama che lacera la pelle di un germoglio d’anima, che sta cercando ascolto, se non senti il dolore scendere in ogni tua cellula, non troverai la forza per scegliere una strada diversa…la strada della luce…perché la vita come il disegno, conosce la via dell’armonia dell’amore …
così il disegno piano piano ti educa a contemplare la bellezza…nel movimento di una foglia, nella forza dell’ombra …osservando il disegno resti incantato dal fluire delle forme e dei colori che parlano di un’anima che sta cercando i passi della propria danza….trovi la forza di far sentire la tua voce…e ascoltare quella dell’altro…
l’incontro con la danza, grazie a Maria Teresa mi sta insegnando quanta gioia può scaturire dal prendersi per mano formare un cerchio e camminare insieme nella gioia, affaccendati a condividere un tempo, che si dilata perché ci porta in quella dimensione in cui ogni anima è….
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Un viaggio nel sentire ..... 5 Anni 8 Mesi fa #47

A volte, mentre mi perdo ad osservare la mia quotidianità, mi sembra di essere immersa in un grande disegno, in cui tutto ha il suo senso e tutto sembra riproporsi nei modi e nei tempi più giusti affinchè io ne possa cogliere i segni e comprendere fino in fondo che siamo parte di un tutto.
Questo è l'effetto che mi provocano le pagine di questo libro, che sto leggendo piano piano, che ancora devo volgere al termine. La comprensione che ho raggiunto dopo questi anni di cammino fatto insieme a Maria Teresa e a tutte voi, mi permette di sentire ciò che ha spinto, ciò che ha forgiato e ciò che ha vissuto quella grandissima anima che è la 'nostra maestra', la sua essenza profonda.
E ho potuto mescolarmi con lei in queste pagine. E' stata una sensazione davvero strana, perchè mentre mi accingevo a leggere, curiosa di ascoltare passi di vita o ricordi o emiozioni vissute da Teresa, mi sono ritrovata in diversi passi del libro, a riflettere proprio su me stessa, come se quelle esperienze non fossero altro che le mie. Empatia forse? O forse quelle parole sono riuscite a toccare la mia anima nel suo profondo? E nonostante siano racconti riferiti ad episodi ben precisi (sono arrivata al periodo 2008), sembra quasi che non ci sia questo spazio temporale, tra quelle righe e quello che stiamo vivendo adesso tra noi. Mi da gioia e pienezza potermi stringere e sentirmi coccolata da quelle parole, perdermi in quelle pagine, la sera, quando affranta e stanca, stacco i collegamenti con la triste quotidianità che mi circonda.
Credo proprio che quelle pagine siano un collegamento con una dimensione che va aldilà di spazio e tempo ... Che dire, grazie Teresa ....
L.
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