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2013 - Nuova Realta'

LA NON CASA

Gli sciamani primitivi nel loro stato di trance incontravano gli spiriti degli animali, che  raffiguravano nelle pareti delle caverne per poi diventare esperienza di una realtà quotidiana.
Con il mio percorso artistico è successo la stessa cosa: le figure delle mie tele mi parlavano di ciò che era sconosciuto a me stessa; all’inizio era il mio inconscio che parlava e poi la mia anima.
Tutti stiamo sentendo queste grandi energie che ci spingono verso le alte frequenze dello spirito e ci richiamano ad una coerenza di verità: per appartenere a questo flusso ho trovato la forza di orientarmi verso una grande sintesi di me stessa e di precisa risoluzione.

 

Ho lasciato una grande casa in cui ero in affitto e mi sono trasferita in uno studio di mia proprietà. Il lavoro di ristrutturazione del nuovo spazio mi ha costretto ad un tuffo al di là delle mie paure (pratiche ed economiche), e la chiusura della casa mi ha portato ad inoltrarmi in un grande discernimento di soluzione (vendere – regalare -  eliminare): ogni piccola cosa doveva essere vagliata con precisione per diventare un gioco di incastro nello spazio della mia non-casa; perfino abiti e monili. Con la vecchia casa ho lasciato andare anche qualsiasi ruolo, niente più scuola, niente più camere per il b e b; ora c’è solo un grande spazio che accoglie l’”essere”!

 

Quando siamo allineati con le forze spirituali la nostra vita quotidiana si riempie di segnali che ci indicano le scelte da fare, anche per le cose più semplici: a noi resta solo il coraggio di obbedire senza fare domande.
Così è stata realizzata la non-casa: il falegname ha scelto la porta, qualcun altro ha scelto i nuovi mobili, la cucina e tutto il resto. A me è rimasto il grande sforzo di svuotarmi, accettare, non temere l’impegno economico, lavorare, buttare ed aspettare.
Solo “il nostro vuoto” ha in sé la coerenza di un sentire e permette un “fare” di luce e verità.

 

Mi piace ricordare quello che Maurizio ha sentito entrando in questo spazio:
“Ha il disegno di un otto, uno spazio infinito che non si ripete mai uguale.
I quadri hanno preso vita, si è assottigliato il confine fra il lato immaginifico e la realtà, non è più evocazione ma un continuo essere. E’ uno spazio paziente e sostenitivo, dove l’aspetto ideativo si modula nelle forme e qualcosa può sempre germogliare.
I tappeti hanno un significato -  rimando mandalico, si sente di camminare su dei mattoni che compongono il cielo, si galleggia in leggi di successivi universi. Una grande spinta, un nuovo costruire, tutto pulsa nel momento presente e tutto è, quindi “Sono”.

 

 E’ molto bello lasciarsi trasportare da questo flusso.

Una NON Casa